Voci categorizzate come ‘Fotografia - Articoli’
“….immaginavo una vita a colori ma la vivevo in bianco e nero, come una lunga sequenza di grigi più o meno intensi, modulati da diverse quantità di luce. Questa era la percezione della ragione che discerne, che raggruppa i concetti e le esperienze per categorie omogenee, le riconduce a quello che la realtà è nella sua natura: un eterno contrasto tra morte e vita.” controc@nto
Gran parte della foto d’autore è scattata in bianco e nero. Gran parte dei reportage sono scattati in bianco e nero. Si dice che il bianco e nero sia uno stile per “intenditori”.
Ci si chiede perché, visto che il mondo è a colori. Visto che il colore è stato l’elemento qualificante della grande pittura, visto che l’avvento del colore nel cinema è stata considerata una rivoluzione. Come coesistono l’alta definizione con l’impressionismo pittorico, l’iperrealismo e il cromatismo esasperati di certe foto di moda con la bicromia? Perché mentre il grande fotografo fa del bianco e nero la sua cifra, il pittore la fa del colore ed entrambi raccontano la realtà? E’ una scelta stilistica o c’è qualcosa di più?
In altre parole qual è il fascino del bianco e nero e soprattutto qual è la sua potenza? La nostra percezione della realtà avviene in gran parte attraverso i contrasti, per vuoti e per pieni, per presenze e per assenze e non solo nella realtà visiva ma anche in quella emozionale. Il buio è assenza di luce, il deserto è assenza di acqua più che presenza di sabbia, il male assenza di bene. Luce, acqua, bene, vita: sono presenze. Buio, deserto, male, morte: sono assenze. Il bianco e il nero ripropongono visivamente l’eterna dualità tra vita e morte. In mezzo scorre l’esistenza con i suoi infiniti toni di grigio.
Il colore sembra talvolta aggiungere, talvolta sviare dall’essenza delle cose. Nel reportage di guerra i toni accesi del sangue vengono sottratti allo sguardo dello spettatore senza tuttavia alleviare la drammaticità di certe scene, anzi, depotenziando la violenza di certe situazioni cruente, che può essere talmente forte da deviare l’attenzione dello spettatore sul particolare macabro, il bianco e nero può facilitare la percezione del senso profondo della descrizione. Il bianco e il nero richiamano l’essenza: l’uno è l’assorbimento di ogni cromatismo, l’altro la sintesi. Contengono dunque ogni colore,ogni presenza vitale ed ogni mancanza.
Categorie: Fotografia - Articoli
Messo il tag: articoli di fotografia, bianco e nero, fotografia, grandi fotografi, patrizia genovesi
“La fotografia oggi documenta il reale e preannuncia il possibile, ovvero rivela storie di vita e descrive visivamente mondi virtuali . Si pone come mezzo potente di indagine della sconvolgente scoperta che unisce lo spazio e il tempo in un’unica reale prospettiva”. controc@nto
Non immagino nessuna prospettiva.
E’ una frase molto usata: rivela quanto la mente umana pensi quasi esclusivamente per immagini e le collochi all’interno di un percorso.
Quando ragioniamo ci “vediamo” localizzati in un posto e in un periodo storico, passato o futuro.
Quando guardiamo un’immagine l’occhio viene attratto dai punti di fuga e segue un percorso prevedibile all’interno dell’inquadratura, lo sguardo segue la successione dei piani e mette in relazione tra loro gli oggetti che si collocano lungo linee guida.
Una fotografia può anche essere composta come un quadro. Il fotografo sceglie pennelli e colori, sceglie gli oggetti della composizione e stabilisce tra di loro un rapporto di senso, coglie aspetti della realtà che si produce nell’istante davanti ai suoi occhi e li evidenzia collocandoli lungo direttrici prospettiche, posizionando la camera in modo da rendere più efficaci i contrasti di tono e di colore.
In questo modo egli rivela una realtà non appena ritraendola, ma agevolandone la leggibilità grazie all’uso abile di un linguaggio.
La fotografia ha la possibilità di suggerire, di entrare in punta di piedi nel mondo dello spettatore permette un’osservazione progressiva degli elementi che si svelano a chi guarda.
Viviamo tutti una sorta di grande presente. Capita che la nostra prospettiva, il “procedere verso” del nostro sguardo si collochi in uno spazio virtuale che rappresenta il “dove” e addirittura il “quando” della rappresentazione del nostro pensiero.
Dove? In un mondo virtuale “in potenza ma non in atto”, ovvero in un mondo possibile ma non del tutto compiuto.
Quando? Nel futuro. Un futuro reso presente da realtà come Second Life e da scenari di simulazione tridimensionale.
Categorie: Fotografia - Articoli
Messo il tag: controc@nto, fotografia, patrizia genovesi, prospettiva, spazio-tempo
Gennaio 30, 2008 · Commenti disabilitati
L’alta definizione accentua la profondità dell’immagine, crea uno spazio, invita ad abitarlo. È un modo per creare il tempo è un modo per simulare la vita.
Forse è la difficoltà di pro-spettarsi, di “vedersi“in un futuro percependone un significato globale che ci porta a tentare di abitare lo spazio proprio dell’immaginazione.
Ci sentiamo vivi quando abbiamo una prospettiva, una progressione, non solo perché percepiamo il tempo come la misura del cambiamento, benché le nuove scoperte della fisica ci mandi molto oltre, ma perché leghiamo il movimento, la variazione e la progressione, al percepirci e all’esistere.
È come se definire la realtà la rendesse più reale, oserei dire meno mortale, più persistente, la imprimesse nelle nostre viscere impedendole di sfuggirci.
Categorie: Fotografia - Articoli
Messo il tag: alta definizione, fotografia, hd, prospettiva, spazio-tempo